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Marco Sablone

Tiratore Skeet Beretta

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Presentazione

Buongiorno a tutti, io sono Marco Sablone, skeettista con un Beretta DT11 appartenente alle Fiamme Oro della Polizia dello Stato e mi alleno al TAV Valle Aniene.

Sono romano di nascita dal 3 maggio 1988 e sparo dal 2004.

La mia filosofia di vita è semplicemente credere che non abbia senso vivere senza degli obiettivi, perciò bisogna sempre essere a caccia di stimoli perchè sono proprio questi a costituire la benzina di cui si ha bisogno per raggiungere ciò che si è prefissati.

 


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Biografia

Marco ha iniziato a sparare sul suo campo di tiro di origine, il TAV Valle Aniene a Roma, nel 2004. Ha conquistato il bronzo nel Campionato Italiano Junior del 2007 a Lunghezzina.
Nel 2008 ha conquistato l’oro al Campionato Italiano Junior che si è tenuto a Capua, ed ha partecipato al suo primo Europeo, a Nicosia, Cipro, facendo quindi la sua comparsa sullo scenario internazionale. L’anno seguente, nel 2009, sempre a Capua, ha vinto di nuovo il Campionato Italiano Junior.
Nel 2010 nel a livello internazionale, nel settore universitario, ha conquistato il bronzo nel Campionato Mondiale di Wroclaw. Nel 2011 lo abbiamo visto alla prova di Coppa del Mondo a Pechino, in Cina.
Il 2012 è stato segnato da un oro nel Campionato Italiano Eccellenza di Capua e, a livello internazionale, sempre nel settore universitario, ha conquistato l’oro nel Campionato del Mondo che si è svolto a Kazan, in Russia.
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Cosa porta con se in pedana?

Il fucile

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Non c’è tiratore al mondo, dal più affermato al principiante, che non conosca le straordinarie prerogative di precisione, bilanciamento, maneggevolezza, durata dei fucili da competizione DT11 Trident Beretta. Marco Sablone spara con il Dt11 Beretta.

Gilet da tiro,

Cappello,

Polo,

Maglietta tecnica Beretta,

Cuffie,

Occhiali,

Trolley Beretta,

Salvietta...

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Intervista

Qual è il tuo fucile preferito?

Il mio fucile preferito è quello che mi consente di rompere il maggior numero di piattelli!
Sicuramente il mio DT11.

Perchè preferisci usare quel determinato modello di fucile?

Perchè trovo che sia l'equilibrio perfetto tra più importanti fattori che entrano in ballo nel tiro: stabilità, comfort, manegevolezza, sicurezza! E a livello estetico, lo sognavo fin da bambino un fucile così.

Qual è il tuo tiratore preferito e perchè?

Non ne ho uno in particolare, ce ne sono molti che stimo moltissimo per le loro qualità di tiratori, per quello che hanno saputo dimostrare in diverse occasioni da cui cerco di trarre qualche insegnamento.

Chi ti ha ispirato a praticare il tiro a volo?

Mi sono avvicinato al tiro dalla pratica venatoria che è ben radicata nella mia famiglia da generazioni, più che come un hobby, come una vera e propria dottrina. Perciò a caccia chiusa, mio nonno Gianfranco Sablone, mio padre Massimo e mio zio Pietro spesso andavano a provare i fucili da caccia sui piattelli. Così a 16 anni per la prima volta mi sono interessato al tiro a volo e ho cominciato a frequentare i campi una volta a settimana con mio zio Roberto Poduti che già praticava da tempo la pratica dello Skeet ed è stato amore a prima vista!

L'aneddoto più bello legato al tiro a volo?

Mah, me ne vengono tanti in mente tra tante dure lezioni ce ne sono anche molti simpatici: forse il più divertente è stato quando ad un mio amico è partito un colpo accidentalmente e ha esploso il microfono della pedana 8.

Qual è il tuo campo di tiro preferito?

A valle Aniene mi sento a casa ormai, però a livello di struttura e di qualità dei piattelli mi è rimasto impresso il tiro a volo Ponso. Quello in cui raggiungo la pace dei sensi invece è il tiro a volo Sant'Uberto di Manoppello del grande amico Antonello Iezzi.

Quanti anni avevi quando hai preso in mano il tuo primo fucile?

Forse a 6/7 anni ho sparato i miei primi colpi a oggetti a terra, con mio padre che mi tappava le orecchie e mi reggeva da dietro per non farmi cadere con il rinculo. Il mio primo fucile a 18 anni appena ho preso la licenza venatoria, un vecchio Beretta A300 del mio bisnonno (tra l'altro ancora perfettamente funzionante e modestamente, letale).

Quali sono i tuoi obiettivi e piani per il futuro?

Tiravolisticamente parlando, sto preparando quest'annata nel migliore dei modi da me conosciuti insieme al mio team delle Fiamme Oro (Andrea Filippetti e Pierluigi Pescosolido) e con il coach Andrea Benelli con cui ho la fortuna di incontrarmi periodicamente! Gli obiettivi sono molteplici, sicuramente in primis c'è quello costante di migliorare settimana dopo settimana e arrivare a qualsiasi gara (dal regionale, all'Olimpiade) nella condizione di sapere di poter rompere tutti i piattelli! Quest'anno è cominciato un po' male con la gara del Cairo a cui abbiamo partecipato da ospiti, ma non c'è tempo per autoflagellarsi, è anch'essa parte di un percorso (magari doloroso) che voglio mi porti in alto!

Che consiglio daresti a chi si ispira a te?

Consiglierei di fare tutto ciò che possa rendere sereni, di allenarsi seriamente e costantemente e di fare attività fisica!

 

Video & Foto