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"LA STORIA DELL’SO " 

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(...)Comunque, arrivati nel 1931, l’egemonia del parallelo era statamessa in discussione da un prodotto tanto americano quanto il parallelo era britannico(….)Così, il grande innovatore Pietro Beretta si rese conto dell’opportunità che solo un’azienda come la Beretta poteva sfruttare: creare un fucile che cogliesse i vantaggi delle canne sovrapposte e che al tempo stesso desse prova della tradizionale eleganza europea, tanto da reggere il confronto con i «fucili migliori» di Londra.(...) 
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(...)[Franco spiega] "Aveva delle idee su come migliorare il fucile per aumentarne l’affidabilità. Questo fu uno dei punti chiave per il mio bisnonno prima e poi per il mio prozio Carlo: volevano realizzare il fucile migliore da un punto di vista estetico, ma che fosse nello stesso tempo molto affidabile, in quanto la loro esperienza con le armi militari li portava a considerare l’affidabilità come la caratteristica più importante. Questo fu il punto di partenza nella creazione della cosiddetta serie SO.” (...)
 
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"Il risultato sarebbe diventato una firma estetica per tutti i fucili denominati SO durante il resto del secolo. Come tutte le grandi soluzioni, costituiva l’essenza della semplicità: un chiavistello passante nella parte superiore della bascula. Il risultato sarebbe diventato una firma estetica per tutti i fucili denominati SO durante il resto del secolo. Con l’arma aperta il traversino sarebbe spuntato sul lato destro della bascula, ma ad arma chiusa avrebbe agito sui tenoni del Monobloc.(...) 
(...)fu comunque l’SO3 a raggiungere il successo maggiore. Durante il corso della sua produzione, dagli anni Quaranta agli anni Ottanta, si guadagnò infatti il rispetto di tutti coloro che lo utilizzarono, sia a caccia sia nel tiro sportivo."(...)
 
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“(….)Per come la vedeva Franco, la tecnologia moderna non era nemica dell’artigianato tradizionale, ma era il suo completamento.
Mettendo insieme un gruppo composto da ingegneri qualificati e gente che aveva smesso di studiare nell’adolescenza per poi passare la vita ad acquisire quelle abilità nello sviluppo delle armi da fuoco che non si possono apprendere a scuola, Franco si imbarcò nel progetto che sarebbe diventato l’SO10, un nome che si sarebbe rivelato assai appropriato, dal momento che il progetto sarebbe giunto a maturazione solo dieci anni dopo, ovvero nel 2005"(….)
 
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(….)
"Con l’SO10 la sfida era quella di creare qualcosa che fosse tecnicamente avanzato, pur mantenendo viva la tradizione. Da un punto di vista industriale, questo è il fucile più sofisticato, perché le canne sono unite.(….)Da un punto di vista prettamente numerico, le decine di SO10 costruite ogni anno sono una parte microscopica della produzione Beretta, e rappresentano l’uno per cento dell’uno per cento della produzione totale dell’intero gruppo di società raccolte attorno alla Beretta, totale che arriva intorno al milione di pezzi. Ciononostante, non è una esagerazione descriverlo come la vera anima dell’azienda, la cristallizzazione di cinque secoli di maestria, artigianato, competenza e innovazione tecnologica. " (….)
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Beretta festeggia i suoi primi 490 anni di attività con alcune importanti iniziative che guardano alla storia, alla comunità all’interno della quale il gruppo è presente ed al mercato.

Il libro  "Beretta - 500 anni dello stile sportivo che eccelle nel mondo", terzo importante volume monografico dedicato a Beretta, pubblicata da Rizzoli USA, disponibile presto nelle migliori librerie del mondo.